Caos, incidenti e una gara che si trasforma in una lotta di sopravvivenza: la 3 Ore di Monza del GT World Challenge Europe ha offerto uno spettacolo imprevedibile, dove restare fuori dai guai è stato più importante del passo puro.
La 3 Ore di Monza del GT World Challenge Europe è stata una di quelle gare che restano impresse non tanto per il ritmo o per la strategia, quanto per il numero impressionante di episodi che ne hanno cambiato il volto già dai primi metri.
Alla fine ha vinto l’Audi #66 di Tresor Attempto Racing con Mazzola, Øgaard e Levi, ma il vero protagonista del weekend è stato il caos.
La corsa è esplosa praticamente subito, alla Prima Variante, dove si è scatenato un maxi incidente che ha coinvolto un numero altissimo di vetture.
La dinamica ha preso forma in pochi istanti e ha trasformato la prima curva in un imbuto devastante, con auto in mezzo alla pista, contatti a catena e diversi equipaggi costretti ad abbandonare quasi immediatamente.
Tra i nomi più pesanti rimasti coinvolti ci sono la Ferrari AF Corse #51 di Rovera, le Ford HRT, la Porsche Lionspeed #80, la Porsche Boutsen VDS #10, la McLaren Garage 59 #59 e l’Aston Martin Comtoyou #007.
Anche l’Audi Tresor #99 di Lorenzo Ferrari ha subito danni importanti. In pratica, una buona parte dei protagonisti annunciati si è ritrovata fuori gioco prima ancora che la gara potesse davvero iniziare.

Nuovo giro, nuova corsa
Dopo il primo shock, la corsa è rimasta sotto controllo della direzione gara, ma il ritmo si è spezzato più volte. Le neutralizzazioni hanno cancellato ogni possibilità di costruire una sfida lineare e, per diversi equipaggi, il weekend è diventato una lunga rincorsa oppure un lento conto alla rovescia verso il ritiro.
Anche Valentino Rossi ha vissuto una giornata da dimenticare. La sua BMW WRT #46 si è fermata per un problema alla frizione nel corso della sosta ai box, mettendo fine alle speranze dell’equipaggio in una fase già compromessa dal caos iniziale.
In una gara così frenetica, anche un piccolo guasto tecnico ha avuto un peso enorme.
Il Monza Endurance non si è però fermato al primo grande incidente. Più avanti è arrivato un altro episodio importante, con James Kell finito fuori pista alla Ascari con la McLaren-CSA #111.
Anche in questo caso la gara ha dovuto essere neutralizzata, segno di quanto fosse difficile mantenere la corsa in una condizione di normalità.
Non è andata meglio alla Mercedes Verstappen.com e 2 Seas Motorsport #3, fermata sempre alla Ascari dopo una sbandata legata a un problema tecnico.
Ogni volta che sembrava possibile ritrovare un po’ di continuità, arrivava un nuovo colpo di scena a rimettere tutto in discussione.
Il momento più pesante della seconda metà di gara è arrivato ancora alla Prima Variante, con un nuovo incidente che ha coinvolto vetture di primissimo piano.

Audi emerge dagli incidenti
L’episodio ha avuto come protagonista la BMW WRT #32 di Kelvin Van der Linde, entrata in contatto con la Porsche Pure Rxcing #9 di Alexei Nesov.
Da lì è partita un’altra carambola che ha coinvolto anche l’Audi Saintéloc #25, la Porsche Rutronik #97 e soprattutto la Mercedes Winward #87, finita capovolta e definitivamente fuori dai giochi.
È stato l’episodio che ha chiuso ogni discorso per la vittoria in pista e che ha imposto un finale quasi in regime di Safety Car.
Una chiusura che ha confermato quanto Monza, in questa occasione, sia stata più una gara di sopravvivenza che una vera battaglia sul passo.
In un contesto del genere, la vittoria dell’Audi #66 ha un valore particolare. Non è stata solo una gara ben gestita: è stata soprattutto una prova di lucidità, pazienza e capacità di restare lontani dai guai nel momento in cui quasi tutti gli altri finivano coinvolti in incidenti o problemi.
Alla fine il bilancio parla chiaro: 23 ritirati su 57 iscritti, una quantità enorme di vetture eliminate o danneggiate e una corsa che ha cambiato volto più volte.
Monza ha regalato una delle gare più caotiche e spettacolari dell’Endurance Cup, ma anche una lezione molto chiara: per vincere, prima di tutto, bisognava arrivare in fondo.
A cura di
Umberto Capettini
Foto di
Davide Monferone
Ti puo’ interessare – 6H di Spa – Bmw vincente tra incertezza e colpi di scena
Ti puo’ interessare – Drift Masters a Vallelunga: il giorno in cui il circuito ha smesso di essere solo asfalto


