A Spa Antonelli allunga nel Mondiale, capolavoro Ferrari e veleni al via per la direzione gara.
Spa Francorchamps non è mai una gara banale: per chi come noi vive i weekend di gara a bordo pista, a caccia dell’inquadratura perfetta o dello spunto giusto per il pezzo, le Ardenne sono sempre una garanzia.
Sull’impegnativo e velocissimo asfalto belga, ieri abbiamo assistito all’essenza vera del motorsport. Gestione estrema dei limiti, strategie sul filo dei millesimi e una sana dose di attributi hanno premiato chi ha saputo leggere la gara senza farsi tradire dall’ansia.
Cronaca: il colpo da maestro di Antonelli in rimonta
La partenza è stata un autentico rebus, roba da farti impazzire dietro l’obiettivo. Scattato dalla pole, Kimi Antonelli è stato subito fagocitato dal caos della prima curva, in un avvio in cui le Ferrari sono sgusciate via in testa.
Poi il primo colpo di scena: al primo giro, Lewis Hamilton e George Russell vengono al contatto. Il britannico della Mercedes è costretto al ritiro immediato, congelando le posizioni.
A rimescolare le carte e la gara è arrivata a sorpresa una Virtual Safety Car che ha sorriso in pieno alle Rosse, offrendo a Charles Leclerc e Hamilton un “pit stop omaggio” che ha fatto risparmiare loro quasi dieci secondi sul giro.
Da quel momento, Antonelli (scivolato indietro per la strategia e l’assenza di tempismo fortunato) ha dovuto costruire una rimonta clamorosa a suon di giri veloci. Con pazienza chirurgica e un passo martellante sull’asciutto, l’italiano della Mercedes ha colmato il gap sulla Ferrari numero 16.
Il capolavoro si è concretizzato al giro 34, quando Kimi ha sferrato l’attacco decisivo su Leclerc, sfilando al comando e trionfando davanti al monegasco e a un sornione Max Verstappen.
Tre piloti, tre stili profondamente diversi, ma un unico, incredibile spettacolo da immortalare.

SF-26: una sorpresa inaspettata
Parliamoci chiaro: chi si aspettava una Ferrari così in palla su un circuito “di motore” come Spa? Invece, la SF-26 ha spiazzato tutti, me compreso. Nessun gap imbarazzante sui lunghi rettilinei, anzi: la vettura ha mostrato un passo gara granitico, inserimenti in curva chirurgici e un degrado gomme che finalmente ha permesso a Leclerc e Hamilton di lottare con il coltello tra i denti e fare scudo all’avanzata di Antonelli per buona parte della gara. Le strategie tempestive hanno funzionato alla perfezione sotto VSC, certo, ma è la base tecnica ad aver lanciato un segnale inequivocabile: Maranello ha svoltato e non ha alcuna intenzione di recitare la parte della comparsa.
Hamilton: rigore o cecità sportiva?
Arriviamo al nervo scoperto della domenica. Siamo al primo giro: Hamilton cerca il varco, finisce a contatto con la Mercedes di Russell e lo manda dritto fuori dai giochi.
I commissari non hanno fatto sconti: 5 secondi di penalità sul groppone di Lewis, scontati al suo pit stop, che lo hanno poi costretto a un’infinita rincorsa verso il quarto posto finale.
Personalmente, me lo chiedo e ve lo chiedo: ha senso punire con questa freddezza un incrocio di traiettorie nel traffico del primo giro?
Per i burocrati del regolamento la sanzione è ineccepibile perché ha rovinato la gara dell’avversario. Ma per chi ama il motorsport genuino, quello in cui si fa a sportellate per sopravvivere alla prima curva, questo eccesso di rigore sta togliendo ossigeno e spettacolo alla Formula 1.

Un Mondiale che si infiamma
Quello che ci portiamo a casa da Spa è una classifica iridata che ora scotta per davvero. Con il sesto sigillo stagionale e lo zero del compagno di squadra, Antonelli allunga prepotentemente in testa al Mondiale, reagendo con classe ai passaggi a vuoto delle gare precedenti.
Dietro, i 12 preziosissimi punti di Hamilton e il secondo posto di un indomito Leclerc tengono viva la fiamma in casa Ferrari.
Il Mondiale si è trasformato in un thriller perfetto e, francamente, non vediamo l’ora di preparare birre e pop corn per il prossimo appuntamento.
A cura di
Staff
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