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Undercut Ep.0 – Giovinazzi

Karma

Nella tradizione religiosa e filosofica dell’India indica la forza generata dalle azioni, che determina il destino dell’individuo. Ogni comportamento produce effetti che condizionano non solo l’esistenza presente, ma anche quelle future, secondo il principio di causa-effetto morale.

Un Solitario Giovinazzi pranza in Brasile nel 2021 – grazie a Reddit per avermi fatto recuperare quest’immagine
Gli Inizi

Siamo a fine stagione 2021 e tutto il circus della F1 è concentrato sulla lotta mondiale all’ultimo sangue tra Max Verstappen su Red Bull e Lewis Hamilton su Mercedes (spoiler: vincerà Max, la Mercedes ha già vinto il mondiale Costruttori da settimane), ma non è questo il particolare di cui vi voglio parlare oggi.

Dobbiamo spostarci nelle retrovie, dove Antonio Giovinazzi combatte a denti stretti con la sua mai dimenticata Alfa Romeo (bianca e rossa, bellissima – ma io sono di parte).

Bellissima sì, ma non proprio una macchina da mondiale: diciamo che sta nel mezzo. Antonio è in scadenza di contratto e sa già che la sua avventura in F1 è al tramonto: andrà a fare la terza guida in Ferrari e vedremo cosa gli riserverà il futuro. Perché aprire una storia con una definizione di Karma?

Perché in questi ultimi weekend il povero Antonio viene abbandonato da tutti i suoi collaboratori.

Celebre la foto in cui pranza da solo in hospitality con una faccia da funerale (è un eufemismo): nessuno crede più in lui, se non la sua ristretta cerchia di collaboratori e la Ferrari.

La stessa Ferrari che per il 2022 ha già sotto contratto il principino di casa Charles Leclerc e lo spagnolo Carlos Sainz Jr.: mica male come biglietto da visita.

Arriviamo quindi al 2022: Antonio farà la riserva in Ferrari, con lavoro sul simulatore e tenendosi allenato in caso serva sostituire uno dei due titolari.

Nello stesso anno correrà in Formula E con Dragon/Penske Autosport, ma senza successo.

Ho sempre definito questo anno della carriera di Giovinazzi come cruciale, un purgatorio, ma il 2023 sarà l’anno della svolta.​

La svolta

Ferrari, dopo 50 anni, torna nella categoria regina del FIA WEC con un prototipo incredibile, la 499P. Due saranno gli equipaggi: alla guida della vettura n. 50 si alterneranno Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen; sulla n. 51 Alessandro Pier Guidi, James Calado e proprio il nostro beniamino Antonio Giovinazzi.

La stagione parte un po’ a rilento per entrambi gli equipaggi: macchina nuova, categoria nuova sia per i piloti che per il team (AF Corse è abituata a correre sì nelle gare di durata, ma soprattutto con le GT, non con i prototipi), quindi c’è bisogno di rodaggio per tutti.

Ma si intravede già da subito la possibilità di qualcosa di grosso: tutti i piloti sono fortissimi, la squadra gira bene e la macchina è molto buona. Durante le prime 3 tappe della stagione nessuna delle due rosse vincerà, ma stanno preparando il colpaccio: è palese.

10 giugno 2023, ore 16: al Circuit de la Sarthe, appena fuori la cittadina francese di Le Mans, sta per prendere il via la gara più importante della stagione: 24 ore di lotta all’ultimo secondo, imprevedibile sotto ogni punto di vista. Davanti a tutti partono proprio le due Ferrari 499P (non vi racconterò tutta la gara, perché prima o poi farò un articolo dedicato).

In prima posizione la n. 50 e in seconda la n. 51. Dopo 24 ore di gara, 4 infarti per tutti i tifosi del cavallino rampante e mille preghiere sussurrate da chiunque abbia a cuore questo sport: in prima posizione si classifica proprio la n. 51.

Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi sono nella storia del motorsport: hanno vinto la gara più importante della stagione alla guida di una Ferrari.​

Potrei finire qui il racconto per oggi, ma non è ancora finita. La 499P si dimostrerà la macchina da battere da questo giorno in poi per le prossime 3 stagioni, ma non è mai riuscita a dominare fuori dalla pista francese: un po’ per sfortuna, un po’ per il BOP che livella le prestazioni in questo campionato.

Non arriveranno altre vittorie se non l’anno successivo, sempre in terra francese (sarà il turno della vettura gemella n. 50) e una nella gara di Austin della 499P gialla privata n. 83 (per il primo anno ai blocchi di partenza, ma iscritta in maniera privata dalla squadra di Piacenza che gestisce le vetture del cavallino, con equipaggio composto da Robert Kubica, Yifei Ye e Phil Hanson).​

2025 – La Rivincita

Questo è l’anno buono, lo si sente nell’aria in casa Ferrari AF Corse. Già dai test pre-stagionali in Qatar si intravede che le tre 499P sono arrivate a maturazione: il team e gli equipaggi sono rodati e pronti a dare battaglia per il titolo iridato, e non solo per qualche gara durante l’anno.​

Si parte forte e alla prima gara della stagione, sempre in Qatar sulla distanza di 1812 km (circa 10 ore), tripletta Ferrari con l’equipaggio n. 50 a dominare, subito dietro la giallona 83 e, a seguire dopo una rimonta incredibile resa necessaria da un testacoda nelle prime ore, la vettura n. 51.

Dopo due mesi si torna in pista a Imola, dove è chiaro che le vetture di Maranello sono ancora il riferimento per tutti: tripletta in qualifica, ma complici errori di guida, penalità e la solita sfortuna, al termine delle 6 ore di gara sotto la bandiera a scacchi passa per prima la n. 51.

Sul podio andranno anche la BMW n. 20 e l’Alpine n. 36. Dopo 3 settimane di stop, si va a Spa-Francorchamps: le due rosse portano a casa una doppietta mai veramente messa in discussione, con l’Alpine n. 36 terza al traguardo dietro alla n. 51 vincente e alla n. 50.​

14-15 giugno 2025: si torna alla classica francese, dove nelle scorse 2 edizioni hanno primeggiato le rosse.

Quest’anno invece a passare sotto la bandiera a scacchi per prima è stata la n. 83 (ufficialmente privata), dopo una gara esaltante in cui Robert Kubica ha fatto capire per l’ennesima volta di essere un pilota dal talento cristallino; seconda la Porsche 963 n. 6 dei campioni del mondo in carica (Laurens Vanthoor, Kévin Estre, Matt Campbell, fino ad ora quasi mai davvero competitivi), mentre terza arriva ancora la 499P n. 51.​

La gloria è vicina

Dopo questa gara è chiaro che in casa Ferrari comincino a pensare che il mondiale non sia proprio solo un sogno: a metà campionato hanno vinto sempre e solo loro, e l’equipaggio di Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi non è mai sceso dal podio.

D’ora in poi però il regolamento la mette giù pesante e il BoP (Balance of Performance) la mette giù dura, rallentando di molto le auto italiane e rendendo impossibile vincere ancora.

Qui però si è fatta vedere l’esperienza di una squadra davvero competente: gli uomini di AF Corse hanno messo in pista quasi sempre 3 auto competitive che, pur non vincendo, hanno amministrato il vantaggio preso nella prima metà di campionato, permettendo a Ferrari di laurearsi Campione del mondo Endurance l’8 novembre 2025 al termine dell’ultima gara in Bahrein.

Allo stesso tempo, Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi diventavano i primi campioni del mondo Endurance alla guida di una Ferrari dopo 53 anni.​

Riagganciandomi alle prime righe di questa storia: Antonio, il karma gira. Hai sofferto e ti ha premiato: sei campione del mondo guidando una Ferrari e sei entrato nella storia.

Oltretutto sappiamo tutti che il destino, quando ci si mette, è davvero beffardo: quella notte di novembre sei dovuto scappare e tornare a casa di corsa perché sei diventato padre per la prima volta.

Auguri Antonio: sei campione del mondo e, forse ancora meglio, sei diventato papà!​

A cura di
Umberto Capettini
Foto di
Andrea Munaretto

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